Regolamento generale per l'esercizio dell'irrigazione

 CONSORZIO DI BONIFICA DELLA BARAGGIA BIELLESE E VERCELLESE

 REGOLAMENTO GENERALE PER L’ESERCIZIO DELL’IRRIGAZIONE

 

ART.1 - Oggetto del regolamento

 1. Le norme del presente regolamento disciplinano le modalità di esercizio delle funzioni irrigue nei Distretti in cui è suddiviso il comprensorio, come definiti al successivo art. 4, fatte salve le eventuali diverse modalità in atto nelle aree irrigue facenti prima capo ai Consorzi di Balocco, Buronzo e Villarboit e di Collobiano, discendenti dagli atti di cessione del titolo di derivazione.

 2. Il presente regolamento è redatto in attuazione dell’art. 32, comma XVI, dello Statuto.

 

ART. 2 - Impianti irrigui consorziali

 1. Gli impianti irrigui sono costituiti dalle opere costruite (od acquistate) dal Consorzio e da quelle ricevute in concessione o gestione dallo Stato o dalla Regione.

 2. Il complesso di tali opere è finalizzato a derivare, addurre e regolare una portata idrica massima per ripartirla nel comprensorio cui essa è destinata in base al titolo di derivazione assentito al Consorzio.

 3. Gli impianti irrigui consorziali, comprese le relative pertinenze, anche quando non accatastati, costituiscono servitù reali di acquedotto sui fondi serviti ed i proprietari sono tenuti a trasferirle in capo ai loro aventi causa in caso di trasferimento per alienazione, successione o altro titolo.

 4. Tali servitù, quando arrecano – anche congiuntamente - beneficio ai fondi asserviti sono gratuite e nulla è dovuto ai proprietari ed agli utenti dell’immobile, fatti salvi i casi di cui al successivo art. 12, comma 5.

 

ART. 3 – Zone irrigue

 1. I terreni agrari, raggruppati in aree storicamente e/o oggettivamente omogenee per coltura e dominati da uno o più impianti irrigui consorziali, indipendenti o interdipendenti tra loro, costituiscono un Distretto irriguo e sono irrigabili se attrezzati delle necessarie opere.

 2. I territori che sono dotati di proprie concessioni regolarmente assentite, integrate da acque consortili sono soggette comunque alle norme del presente regolamento con l’eccezione di quelle relative al riparto delle spese per le quali saranno stabiliti criteri ad-hoc di concerto con il Distretto interessato.

 3. La modifica dei confini dei Distretti è approvata dal Consiglio dei Delegati sentiti o su richiesta dei Comitati interessati.

 

Art. 4 - Opere irrigue e zone

 1. Le opere irrigue sono distinte in via sintetica come segue:

a) opere di presa;

b) canali o condotte derivatori o adduttori principali;

c) canali o condotte secondari;

d) canali dispensatori;

e) canali colatori

f) argini e banchine dei canali;

g) vasche di compenso e di accumulo, pozzetti di manovra;

h) impianti di sollevamento.

 2. Le opere sono manovrate dal personale del Consorzio, salvo quando questo – impossibilitato ad intervenire – abbia espressamente autorizzato specifici utenti.

3. La manutenzione ordinaria e straordinaria, quando non espletabile in amministrazione diretta, è svolta con l’acquisizione di forniture, servizi e lavori sulla base del vigente Regolamento approvato dal Consiglio dei Delegati.

 4. La manutenzione e l’esercizio degli impianti irrigui a scopo promiscuo (acquedotto, produzione idroelettrica, irrigazione) sono gestiti in base alle norme statutarie dagli Organi Istituzionali per mezzo del personale preposto.

 5. La manutenzione e l’esercizio degli impianti irrigui di competenza distrettuale sono gestiti dai Comitati di cui all’art. 7, mentre quelli comuni a più Distretti sono gestiti, secondo le norme del presente Regolamento, da altri Comitati formati dai Presidenti dei Distretti medesimi, a cui competono analogicamente le stesse funzioni dei Comitati distrettuali.

 6. I componenti dei Comitati di cui al comma 5 nominano nel proprio seno un Presidente (cui competono – limitatamente alle proprie competenze - le stesse funzioni dei Rappresentanti dei Distretti di cui all’art. 32, comma 6 dello Statuto) e votano esprimendo tanti voti quanto è il rapporto tra la superficie irrigabile del Distretto di cui sono Presidenti e quella del Distretto con estensione minore (a cui è assegnato 1 voto), arrotondata all’intero più vicino, con un massimo di tanti voti quanti sarebbero quelli assegnati ad un Distretto avente una superficie pari al valore medio di quelle della zona.

 7. Ai Comitati di cui al comma 5, partecipano anche i rappresentanti dei territori di cui all’art. 3, comma 2, a cui sono assegnati voti con gli stessi criteri del comma precedente, con un minino di 1 voto.

 

ART. 5 - Usi degli impianti irrigui consorziali

1. Gli utenti devono impiegare l’acqua per irrigare esclusivamente le terre ricadenti nella zona irrigua servita dai relativi impianti.

 2. Usi diversi da quelli innanzi indicati non sono consentiti se non previsti dal titolo di derivazione assentito.

 

Art. 6 – Catasto irriguo

 1. Il Consorzio, per l’esercizio delle funzioni irrigue nelle diverse zone, costituisce, conserva ed aggiorna annualmente entro il 30 di giugno apposito catasto delle utenze, riportante almeno i dati anagrafici delle stesse e la superficie dei terreni condotti, come risultante dal fascicolo aziendale in formato excel; la mancata presentazione del fascicolo aziendale comporta l’indicazione, nel catasto irriguo, di una superficie pari a quella catastale, salvo che l’utente non sia in possesso del medesimo, quando è invece consentita l’iscrizione della superficie effettivamente irrigata sulla base delle verifiche condotte dal personale.

 2. Ogni variazione delle zone irrigue e degli utenti, deve essere riportata nel catasto irriguo a cura del personale consorziale che vi è preposto.

 3. L’estromissione dal catasto irriguo, su richiesta del proprietario, è immediata quando il terreno viene iscritto a catasto fabbricati e non viene più effettivamente irrigato; fino ad allora all’utente saranno addebitate le spese fisse, come meglio specificate all’art. 15, comma VI.

 4. Il proprietario del fondo di cui al comma precedente è comunque tenuto a garantire al Consorzio la possibilità di sorvegliare e mantenere in piena efficienza i canali che, in regime di servitù di acquedotto, permanessero sul fondo non più irrigato; gli eventuali maggiori oneri sostenuti dal Consorzio per l’esercizio di tale attività, derivanti da eventuali nuovi vincoli posti dal proprietario rispetto alla situazione preesistente, saranno quindi a totale carico di quest’ultimo che è tenuto altresì a trasferire tale obbligo ai propri aventi causa.

 5. Le richieste di iscrizione nel catasto irriguo di terreni non irrigati, fatto salvo che l’area oggetto di integrazione non sia già prevista tra quelle irrigabili in base al titolo di derivazione assentito, dovrà essere preventivamente approvata dai Comitati di cui al successivo art. 7 previo adeguamento, qualora occorra, del titolo di concessione d’acqua; qualora la richiesta interessi superfici tali da incidere sostanzialmente sulla distribuzione dell’acqua anche al di fuori del Distretto, dovrà essere approvata dalla Deputazione Amministrativa, sentite le altre Zone interessate.

 

Art. 7 – Comitati Distrettuali

 1. Il Comitato decide sulle materie affidate dallo Statuto e dal presente Regolamento per mezzo di deliberazioni assunte con le maggioranze previste dallo Statuto.

 2. Ogni deliberazione - di cui viene redatto un estratto contenente la data ed il luogo in cui si è tenuta la seduta, i presenti, la motivazione, il deliberato, i motivi degli eventuali voti contrari, il parere espresso dalla Direzione Generale o del preposto che la rappresenta quando presente - viene firmata da chi ha presieduto il Comitato e viene pubblicata dal Segretario del Consorzio (se nominato) o dal Direttore, entro giorni 15 dalla sua adozione, sull’Albo Pretorio consortile e sugli albi indicati dal regolamento di cui all’art. 8, comma II per giorni 8 consecutivi ed è esecutiva trascorso il termine di pubblicazione, a meno che ne sia richiesta l’immediata esecutività.

3. Ai sensi dell’art. 32, comma XVI dello Statuto, ogni deliberazione del Comitato, è annullabile da parte dalla Deputazione Amministrativa (o, in via d’urgenza, dal Presidente del Consorzio, ai sensi dell’art. 16, comma 1, lettera f) dello Statuto) entro i termini di pubblicazione qualora fosse in contrasto con la Legge, con lo Statuto, con il presente Regolamento o lesiva dei principi di efficienza, economicità ed efficacia dell’azione consortile.

 4. In tali casi, il Comitato – quale organo interno privo di personalità giuridica - ha facoltà di presentare ricorso al solo Consiglio dei Delegati con le modalità previste dall’art. 29 dello Statuto che decide inappellabilmente e in modo definitivo.

 5. Le funzioni del Comitato sono da questo delegabili – anche temporaneamente - ad uno o più dei suoi membri con una maggioranza dei 3/5 dei suoi componenti, arrotondata all’intero più vicino.

 6. In tal caso il Comitato precisa le modalità ed i limiti entro cui opera il comitato ristretto.

 7. Il Comitato potrà stabilire delle indennità per le responsabilità e le funzioni assunte da uno o più dei suoi componenti.

 8. I membri del Comitato, ivi incluso il Presidente, non hanno alcun potere di rappresentanza del Consorzio nei confronti dei terzi.

 9. Ogni atto assunto in dispregio di quanto sopra è nullo.

 10. Il Comitato non può dare disposizioni di servizio al personale dipendente che rimane sottoposto esclusivamente alle direttive della Direzione Generale e dei preposti.

 11. Contro qualsiasi deliberazione del Comitato gli utenti hanno facoltà di ricorrere in prima istanza al Comitato stesso entro giorni 30 dal termine di pubblicazione e, in secondo grado, in base alle norme dell’art. 32, comma XVI, dello Statuto.

  

ART. 8 – Manutenzione ed esercizio degli impianti irrigui

 1. In particolare il Comitato provvede:

a) a individuare la data di avvio ed il termine dell’irrigazione sulla base delle modalità previste all’art. 9;

b) a definire il programma di irrigazione, con gli eventuali settori e turni ove questi ultimi siano previsti in base alla tipologia degli impianti, comunicandoli agli utenti entro i termini indicati nel regolamento di cui al successivo comma III;

c) a nominare, se del caso, i referenti di ogni settore che vigilano sull’esercizio dell’irrigazione di loro pertinenza acquisendo le segnalazioni degli utenti ed informando il Comitato per le conseguenti decisioni;

d) a definire, di concerto con la Direzione Generale od i suoi preposti, la competenza giornaliera degli impianti irrigui in rapporto alle disponibilità idriche ed alla situazione di fatto nonché eventuali loro riduzioni in conseguenza di cause di forza maggiore, sulla base dei principi sanciti all’art. 10;

e) a redigere, entro il 30 del mese di novembre di ogni anno il programma annuale delle manutenzioni ordinarie, ad affidarne l’esecuzione in base a quanto previsto dal vigente Regolamento per l’Affidamento di Lavori, Servizi, Forniture, ed Incarichi Professionali approvato dal Consiglio dei Delegati ed a stabilirne i termini di effettuazione;

f) a redigere entro gli stessi termini il programma delle manutenzioni straordinarie e dei lavori di potenziamento da trasmettere agli Organi Istituzionali affinchè lo facciano proprio per successivi finanziamenti;

g) ad approvare i coefficienti di correzione delle superfici in relazione al fabbisogno di acqua per coltura, alla tipologia di impianto irriguo ed alle caratteristiche dei fondi, per la successiva definizione delle aliquote;

h) ad autorizzare le attività di cui all’art. 13, comma 1, fissando il relativo canone in ragione dell’incremento dei costi di manutenzione o esercizio, sulla base delle indennità stabilite dalla Deputazione Amministrativa;

i) ad esprimere il parere sull’estratto di bilancio di competenza di cui all’art. 17, comma V;

l) ad individuare le necessità della zona irrigua in termini di servizi, mezzi ed attrezzature e ad affidarne l’approvvigionamento in base a quanto previsto dal vigente Regolamento per l’Affidamento di Lavori, Servizi, Forniture, ed Incarichi Professionali, approvato dal Consiglio dei Delegati;

m) ad individuare la dotazione della zona irrigua in termine di personale e di provvedere alla relativa selezione per il tramite di apposite commissioni individuate nell’ambito del Comitato stesso;

n) ad approvare le richieste di iscrizione nel catasto irriguo di cui all’art. 6, comma V.

 2. Se ritenuto opportuno o necessario, il Comitato, ai sensi dell’art. 32, comma VIII dello Statuto, redige il regolamento che disciplina le attività di carattere specifico della propria zona.

 3. Alla Presidenza e Direzione Generale del Consorzio, anche per mezzo del personale preposto, è devoluta in via esclusiva l’esecuzione delle deliberazioni assunte dai Comitati, ivi incluso l’esercizio del potere di rappresentanza, quando richiesto dalle medesime, in conformità alle attribuzioni e competenze indicate dallo Statuto.

 

ART. 9 – Stagione irrigua

 1. La distribuzione dell’acqua per uso irriguo nei comprensori viene praticata nel periodo indicato dal Comitato nel regolamento di cui all’art. 8, comma II.

 2. La durata può essere modificata in relazione all’andamento stagionale, se compatibile con le disponibilità idriche e gli altri usi assentiti.

 3. Le necessità idriche devono essere tempestivamente segnalate alla Deputazione Amministrativa da parte del Comitato al fine di consentire l’attivazione tempestiva dei canali di adduzione, quando gli stessi sono destinati a più zone o se da essi dipendono più servizi (idroelettrico, acquedotto, ecc).

 4. In tal caso, la richiesta del Comitato deve essere coerente con gli eventuali lavori di manutenzione dovuti a causa di forza maggiore che dovessero essere in corso senza che possa essere avanzata alcuna pretesa di indennizzo, qualora tali circostanze non consentano l’attivazione nei termini richiesti.

 

ART. 10 – Consegna dell’acqua agli utenti

 1. L’acqua sarà distribuita, nelle quantità e nel tempo fissato dal Comitato – anche mediante appositi turni - in relazione alla risorsa idrica disponibile, mediante opportune bocchette o altri impianti equivalente, con riparti equi tra le diverse utenze.

 2. Di norma le dotazioni di acqua di ciascun fondo vengono dimensionate sulla base delle necessità desumibili dal catasto irriguo di cui all’art. 6 e dalla permeabilità dei terreni, sebbene le stesse abbiano comunque carattere meramente indicativo dovendosi provvedere al servizio irriguo con razionalità in base alle disponibilità effettive della risorsa, dei tempi tecnici di trasporto nella rete di adduzione e di distribuzione nonché di quelli necessari per captare le colature dei terreni già irrigati ad integrazione di quelle direttamente derivate dai fiumi e torrenti.

 3. La dispensa di acqua può comunque ridursi, ritardare od interrompersi durante la stagione irrigua per esigenza di forza maggiore (siccità, danni alle opere, manutenzione straordinaria imprevista, ecc).

 4. In tal caso, l’avviso agli utenti deve essere tempestivo; le utenze interessate verranno per quanto possibile compensate in modo che tale perdita sia ripartita il più equamente possibile tra tutti gli utenti, senza che – in ogni caso – spetti a loro alcun indennizzo.

 

ART. 11 – Distribuzione dell’acqua nell’ambito aziendale

 1. La distribuzione di acqua nell’ambito dei fondi degli utenti, dopo la bocchetta di dispensa od altro organo distributore equivalente, ha luogo a loro cura, spese e responsabilità.

 2. L’acqua scaricata dai terreni e raccolta nuovamente dagli impianti consortili ritorna nell’esclusiva competenza del Consorzio che provvede a ripartirla con le modalità di cui sopra.

 3. A meno di esplicita autorizzazione scritta, non è consentito prelevare acqua da manufatti diversi da quelli consortili e di impiegare, per il prelevamento, mezzi di proprietà degli utenti (sifoni, motopompe, elettropompe, ecc.) allacciati o posti direttamente sugli stessi manufatti o su altre parti degli impianti consorziali, né tantomeno farla transitare sugli stessi.

 4. Eventuali prelievi di acque non consorziali dovranno essere tempestivamente denunciati al Comitato che provvederà a dedurre tali portate da quelle di competenza dei singoli utenti.

 5. In tal caso, tali acque non saranno comunque conducibili per mezzo dei canali o degli impianti consortili, a meno di esplicita ed insindacabile autorizzazione del Comitato.

 6. Qualora, nei casi di siccità, tali acque siano messe a servizio della generalità delle utenze, gli oneri di approvvigionamento delle medesime confluiranno nelle spese di cui all’art. 15, comma III.

 

ART. 12 – Obblighi degli utenti

 1. Gli utenti sono tenuti, per i vincoli consortili, a prestarsi reciproca collaborazione agevolando tutte le operazioni che si rendessero necessarie perché ciascun fondo possa godere del beneficio dell’acqua irrigua.

 2. Gli utenti devono consentire al personale del Consorzio l’accesso alle opere anche con mezzi meccanici per le necessità inerenti all’esercizio irriguo e per interventi manutentori alle opere collettive.

 3. Il titolare di una proprietà su cui insistono gruppi di consegna comuni a più utenti e più in generale ogni utente, dovrà adoperarsi in modo che ciascun avente diritto possa usufruire della risorsa idrica.

 4. Il Comitato, prima dell’avvio delle pratiche colturali, può richiedere all’utenza di lasciare libero da coltivazione l’accesso ai manufatti consortili eventualmente siti all’interno dei singoli fondi.

 5 In tal caso spetta all’utente il rimborso per il mancato raccolto e degli eventuali altri oneri da questo eventualmente sostenuti allo scopo, dal quale è dedotto l’onere della realizzazione dell’accesso qualora - a fronte della richiesta tempestiva del Comitato - l’utente non vi abbia provveduto.

 6. Gli utenti sono responsabili della razionale distribuzione dell’acqua nell’ambito dei propri terreni, per cui debbono predisporre per tempo i necessari lavori occorrenti a ricevere l’acqua dai canali o dagli impianti distributori e ad assicurare lo scolo di quella eventualmente residua, ivi compreso – nelle aree irrigate a pioggia – il montaggio e lo smontaggio delle aste ed il loro accatastamento durante l’inverno.

 7. In particolare per assicurare il buon uso dell’acqua di irrigazione ogni utente deve provvedere:

a) a sistemare convenientemente le parcelle irrigue in armonia alle esigenze delle colture, in modo da assicurare il migliore e più razionale adacquamento;

b) a mantenere in efficienza i manufatti e le apparecchiature di dispensa presenti sul proprio appezzamento e ad esso esclusivamente destinati, inclusi i piccoli sbarramenti (ciusot);

c) a curare che non si verifichino nelle adacquature sprechi ingiustificati di acqua, né danni a terzi, i quali restano comunque a carico dell’utente che li causa;

d) ad estirpare ogni qualvolta ce ne fosse bisogno gli alberi posti ai lati dei canali consorziali, o nei pressi degli impianti, i quali sporgendo producessero difficoltà al libero deflusso delle acque od al passaggio dei mezzi per la necessaria manutenzione;

e) a mantenere in buono stato di conservazione i ponti e le altre opere d’arte a servizio esclusivo dei propri fondi;

f) ad adottare tutte le precauzioni e cautele atte ad evitare danni agli impianti consortili sia interrati sia fuori terra;

g) a segnalare tempestivamente danni che si dovessero verificare agli impianti o situazioni di pericolo;

h) ad adottare pratiche colturali idonee per evitare – in caso di irrigazione a sommersione - di sommergere e svuotare le risaie più di 4 volte per ciascuna campagna irrigua;

i) ad avvisare il personale di campagna prima di svuotare la risaia al fine di usufruire dell’acqua di scarico in modo efficiente per l’irrigazione.

 8. Nelle aree irrigate a pioggia l’utente deve altresì provvedere a:

a) a rincalzare ogni idrante con il terreno circostante in modo da contenere il più possibile le vibrazioni che si verificano durante il funzionamento dell’irrigatore;

b) a regolare gli irrigatori che non effettuano un giro completo (irrigatori a settore), a vigilare sul loro funzionamento durante l’irrigazione e a liberare i boccagli di quelli che si dovessero ostruire;

c) a chiudere, per mezzo delle apposite valvole a sfera, prima del turno irriguo di competenza gli irrigatori che si intendessero rendere passivi, senza che possa essere richiesta rivalsa alcuna qualora in difetto la bagnatura dei terreni venga comunque;

d) a consentire l’ottimale funzionamento delle aste, degli irrigatori e dei boccagli;

e) a escludere, con la collaborazione del personale preposto, gli idranti che si dovessero rompere durante l’irrigazione.

 9. L’utente che pratica l’irrigazione con acque consorziali è sempre direttamente responsabile dei danni che, per malgoverno dell’acqua nell’appezzamento a lui imputabile, ne derivassero ai fondi e proprietà contigue.

 10. Qualora l’utente non provveda alle attività di propria competenza, il Consorzio opererà in via sostitutiva per assicurare il corretto esercizio dell’irrigazione, anche mediante interruzione della somministrazione ai terreni dell’utente inadempiente e ripetendo al medesimo i costi eventualmente sostenuti.

 

ART. 13 – Vigilanza sui manufatti consortili

1. Sono vietati fatta salva l’autorizzazione del Comitato:

a) la piantumazione di alberi e siepi, e lo smovimento del terreno dal piede interno ed esterno degli argini e loro pertinenze o dal ciglio delle sponde dei canali non muniti di argini o dalle scarpate delle strade, a distanza minore di metri 5 per le piantagioni per le siepi e smovimento del terreno;

b) la costruzione di manufatti o edifici a distanza minore di metri 10 dal piede degli argini o delle sponde o delle scarpate suddette;

c) l’apertura di cave, temporanee o permanenti, che possa dar luogo a ristagni d'acqua od impaludamenti dei terreni, modificando le condizioni fatte ad essi dalle opere della bonifica, od in qualunque modo alterando il regime idraulico della bonificazione stessa;

d) qualunque ingombro totale o parziale dei canali di bonifica, delle loro strade di servizio e pertinenze, anche col getto o caduta di materie terrose, pietre, erbe, acque o altro materiale di qualsiasi natura;

e) lo sradicamento e l'abbruciamento di ceppi degli alberi, delle palificate e di ogni altra opera in legno secco o verde, che sostengono le ripe dei corsi d'acqua, dei rivestimenti dei canali in materiale sintetico;

f) la formazione di rilevati di salita o discesa dal corpo degli argini per lo stabilimento di comunicazione ai beni, ai guadi ed ai passi dei corsi d'acqua di una bonifica e la costruzione dei ponti, ponticelli, passerelle ed altro sugli stessi corsi di acqua per uso dei fondi limitrofi;

g) l'impianto di ponticelli ed anche di passaggi provvisori attraverso i canali e le strade di bonifica;

h) lo scarico di acqua di rifiuto di case, opifici industriali e simili.

 2. Tuttavia le piante o costruzioni già esistenti che, per una nuova opera di bonifica, risultassero a distanza minore di quelle indicate nelle lettere a) e b) sono tollerate qualora non rechino pregiudizio.

 3. L’autorizzazione di cui al comma 1 può anche essere concessa in sanatoria se l’opera non reca pregiudizio, fatto salvo il pagamento degli eventuali canoni arretrati nei termini di prescrizione di legge e la sanzione, a titolo di oblazione, di € 500,00.

 4. E’ espressamente vietata, fatte salve eccezionali deroghe, ai consorziati ed è soggetta alle sanzioni di cui all’art. 14, comma 1:

a) qualunque opera, atto o fatto che possa alterare lo stato, la forma, le dimensioni, la resistenza e la convenienza all'uso a cui sono destinati gli argini e loro pertinenze od anche indirettamente degradare o danneggiare i corsi d'acqua e le strade di servizio;

b) la formazione di pescaie, chiuse, pietraie od altre opere, con le quali si alteri in qualunque modo il libero deflusso delle acque nei corsi d'acqua consortili;

c) qualunque apertura, rottura, taglio od opera d'arte, ed in genere qualunque innovazione nelle sponde ed argini dei corsi d'acqua, diretta a derivare o deviare le acque a pro dei fondi adiacenti per qualsivoglia uso;

d) qualsiasi modificazione nelle bocche di derivazione nell'intento di elevare stabilmente o temporaneamente la portata d’acqua a vantaggio dei propri terreni.

 5. In caso di inosservanza agli obblighi di cui ai commi precedenti, all’atto dell’adozione del verbale di cui all’art. 14, comma III, verranno altresì fissati i termini entro i quali dovranno compiersi i lavori di ripristino della situazione di fatto od altra equipollente, decorsi i quali il Consorzio provvederà in via sostitutiva all’esecuzione degli stessi, addebitando agli utenti inadempienti la spesa sostenuta.

 

ART 14 – Sanzioni e ricorsi

 1. Chiunque contravvenga alle norme dell’art. 13, comma IV, rimane assoggettato alle seguenti sanzioni:

a) € 500,00

b) € 500,00

c) € 1.000,00

d) € 1.000,00

 2. Chiunque ometta di eseguire le attività di cui all’art. 12, commi 7 e 8 è assoggettato alla sanzione, a titolo di oblazione, di € 1.000,00 salvo il risarcimento dell’eventuale danno cagionato.

 3. La constatazione di qualsivoglia infrazione al presente Regolamento avverrà sempre con verbale redatto dal personale del Consorzio che ha constatato il fatto.

 4 Il verbale dovrà contenere la descrizione sintetica dell’infrazione commessa, le motivazioni della contestazione, le sanzioni applicate, le modalità per presentare ricorso, eventuali osservazioni dell’utente, se presente, con la precisazione che, in caso di mancato pagamento oltre i termini, la sanzione verrà iscritta a ruolo maggiorata degli interessi quantificati al tasso legale maggiorato del 3%.

 5. Avverso le sanzioni comminate ai sensi dei commi precedenti è ammesso ricorso alla Deputazione Amministrativa.

 6. Il ricorso va presentato a mezzo A.R. entro giorni 30 dalla data di ricevimento del relativo verbale di contravvenzione.

 7. La Deputazione Amministrativa decide sul ricorso nella prima riunione utile ed i termini di pagamento della sanzione si interrompono dalla data di ricevimento del ricorso e restano sospesi sino alla pubblicazione della deliberazione che decide su di esso.

 8. Eventuali ulteriori ricorsi ai sensi dell’art. 29 dello Statuto, non sospendono ulteriormente l’efficacia della sanzione.

 9. Le sanzioni vengono incamerate nella gestione generale del Consorzio per ridurre le spese generali.

 

ART 15 – Ripartizione spese

 1. Ogni utente è tenuto a contribuire alle spese sostenute dal Consorzio.

 2. Tali spese sono costituite da quelle specifiche della zona di appartenenza, secondo quanto previsto dal vigente Piano di Classifica;

 3. Costituiscono spese specifiche:

a) gli oneri di manutenzione ordinaria, straordinaria e di potenziamento dei canali, condotte ed impianti di competenza di ciascuna zona, ivi comprese quelli progettuali e di direzione lavori, come risultanti dai programmi approvati dal Comitato, nella quota eventualmente non riconosciuta dallo Stato e dalla Regione secondo le leggi vigenti, così come previsto dall’art. 21, comma 1), lettera a) della L.R. n. 21/1999;

b) gli oneri di manutenzione ordinaria, straordinaria e di potenziamento delle opere di presa dei canali di cui alla lettera precedente, ivi comprese quelli progettuali e di direzione lavori, come risultanti dai programmi approvati dal Comitato, nella quota eventualmente non riconosciuta dallo Stato e dalla Regione secondo le leggi vigenti, così come previsto dall’art. 21, comma 1), lettera a) della L.R. n. 21/1999;

c) gli oneri del personale adibito al governo delle acque sui canali ed impianti di cui alla lettera a), ivi comprese le trasferte, la reperibilità, e gli altri oneri connessi al rapporto di lavoro;

d) gli oneri di esercizio e manutenzione dei mezzi aziendali, quelli per l’acquisto di beni, merci e servizi di pertinenza della zona;

e) il canone di concessione di acqua pubblica.

 4. A tali spese, si aggiunge, per ciascuna zona, un ulteriore onere stabilito ogni anno dal Consiglio dei Delegati quale contributo agli oneri generali di funzionamento dell’Ente; lo stesso non potrà comunque superare il 20% del totale delle spese di cui al comma precedente, con un minimo ed un massimo delle aliquote risultanti stabiliti dal Consiglio dei Delegati.

 5. Le spese di cui ai commi precedenti vengono ripartite in base alle superfici nominali e teoriche dei fondi iscritti a catasto irriguo, anche se non irrigati, sulla base delle determinazioni dei Comitati ai sensi dell’art. 8, comma XI, lettera g).

 6. L’aliquota più bassa applicata in ciascun Distretto costituisce l’onere di cui all’art. 6, comma III.

 

ART 16 – Ripartizione entrate

 1. Dalle spese specifiche, prima del riparto, vengono dedotte le entrate specifiche costituite essenzialmente:

a) da canoni di concessione percepiti da consorziati o da terzi per l’uso, diverso da quello irriguo, dei canali o degli impianti di competenza della zona;

b) da proventi e/o da plusvalenze derivanti dall’alienazione di beni consortili che siano stati precedentemente pagati dagli utenti della zona tra le loro spese specifiche.

 

ART 17 – Contabilità, bilancio e ruolo

 1. La contabilità è tenuta per centri di costo, uno per zona irrigua, secondo i vigenti principi contabili.

 2. Le spese di esercizio e le manutenzioni ordinarie vengono contabilizzate secondo il criterio di competenza.

 3. Gli oneri di manutenzione straordinaria ed il potenziamento vengono ammortizzati con le aliquote previste dal Codice Civile.

 4. La bozza di bilancio (estratto di zona) e le aliquote presunte vengono trasmessi al Comitato entro il 30 aprile prima della loro approvazione da parte della Deputazione Amministrativa.

 5. Il Comitato esprime un parere sul bilancio e lo trasmette non oltre giorni 30 dal termine di cui sopra al Presidente del Consorzio rilevando eventuali errori.

 6. Il ruolo irriguo, come sopra determinato, è versato in due rate:

a) la prima in acconto con scadenza 30 aprile di ogni anno, pari al 50% del contributo versato nell’ultimo esercizio approvato;

b) la seconda in acconto con scadenza 30 novembre di ogni anno, calcolata in base al 40% delle aliquote dell’anno precedente ma applicate alle superfici e colture in atto nell’esercizio;

 7. Con la seconda rata è altresì corrisposto il saldo dell’anno precedente, in base alle aliquote definitive approvate dagli Organi istituzionali con il bilancio d’esercizio, dedotti gli acconti versati.

 8. Agli utenti che dichiarano entro il 28 febbraio di aver ridotto l’attività in misura superiore al 30% non viene richiesta la prima rata.

 9. Qualora la riduzione risulti a consuntivo inferiore, gli stessi sono tenuti però a corrispondere, in sede di saldo, le sanzioni e gli interessi calcolati in base al punto successivo.

 10. Ai pagamenti effettuati entro i 20 giorni successivi alla relativa scadenza non sono applicate sanzioni ed interessi; oltre tale termine verrà addebitata – nella prima rata successiva all’avvenuto pagamento - una sanzione pari al prodotto tra il vigente tasso legale (aumentato di 3 punti) ed il valore della rata, nonché gli interessi maturati, sulla base dello stesso tasso finale, a decorrere dal suddetto termine maggiorato sino alla data di effettivo incasso.

 11. Il personale competente accerta entro il 31 gennaio di ogni anno le eventuali morosità della campagna precedente informando il Comitato e predisponendo tempestivamente i relativi solleciti.

 12. Ai fini del precedente comma, il sollecito viene altresì trasmesso alla proprietà del fondo, se diversa.

 13. Le eventuali rate opportunamente sollecitate e non pagate entro il 30 aprile di ogni anno, saranno iscritte a ruolo.

 14. Il mancato pagamento anche di una sola rata, previo preavviso A.R. di giorni 20, comporta la perdita del diritto di godimento del servizio irriguo che verrà sospeso sino all’estinzione del debito nei confronti del Consorzio.

 

ART. 18 – Danni

 1. L’utente è responsabile di ogni danno al Consorzio, agli altri utenti e ai terzi per il ritardato o omesso adempimento delle norme di cui al presente Regolamento.

 2. Il Consorzio non garantisce le qualità chimiche, fisiche, biologiche dell’acqua derivata dalle fonti naturali e non risponde di eventuali danni prodotti da temperatura, torbidità, salinità, solidi sospesi e in soluzione ed altre caratteristiche in essa presenti.

 3. L’eventuale uso dell’acqua per persone ed animali è a rischio e pericolo di coloro che lo fanno.

 4. In particolare, la responsabilità dell’acqua che fuoriesce dalle bocchette di dispensa o dall’irrigatore compete agli utenti nei giorni e nelle ore in cui è ad essi assegnata dal piano di erogazione

 5. E’ esclusa quindi ogni responsabilità del Consorzio rispetto ai danni causati da cattiva regolazione delle bocchette e degli irrigatori (es. in prossimità di strade, abitazioni, ecc…..).

 6. Il Consorzio non è responsabile dei danni arrecati alle colture dalla mancata o ritardata erogazione dell’acqua per cause dipendenti da terzi o nei casi in cui gli utenti non presenzino al proprio turno irriguo.

 7. Il Consorzio non risponde comunque di eventuale totale o parziale mancato raccolto dovuto a riduzioni delle derivazioni idriche rispetto al titolo assentito o ad altre cause di forza maggiore.

 

ART. 19 – Norme finali

 1. Per tutto quanto non previsto nel presente regolamento trovano applicazioni le corrispondenti disposizioni contenute nel Regolamento di cui all’art. 8, comma II, se redatto, nel R.D. n. 368/1904, nel R.D. n. 9/12/1937 n. 2669, nel T.U. n. 215/1933, nel T.U. n. 1775/1933, nella L.R. n. 21/1999, D.P.G.R. n. 10R/2003 e loro modificazioni e integrazioni.

 

 

E' POSSIBILE SCARICARE IL TESTO COMPLETO DEL REGOLAMENTO PER L'ESERCIZIO DELL'IRRIGAZIONE IN FORMATO PDF TRAMITE IL LINK SOTTOSTANTE

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